La Fiamma – monumento ai caduti


Lo scultore Pecoraino e il pittore Nocera reinventano unitariamente l'angolo che raccorda via Stoviglieri e via Convento, in memoria dei caduti delle guerre del '36 e del ’43.
Lo spiazzo dedicato ai caduti si configura come luogo di memoria e di vita, che celebra il sacrificio dei cittadini stefanesi morti per la libertà, la giustizia e la pace.
Concepito nella dialettica di scultura e pittura la piazzetta è luogo aperto che accoglie una grande forma plastica in ceramica, astratta e figurativa, che si eleva per oltre cinque metri su una base di due, ed un grande pannello di ceramica dipinta, di circa otto metri di lunghezza e quasi tre metri di altezza.
L'opera scultorea, posta in asse con via Roma, nel suo assunto è simile a una sorta di erma bifronte, espressiva del tempo che fu e del tempo che viene. Si qualifica subito nella faccia anteriore come icona del fuoco che arde e irradia colori e luce, forza e vita. Vibrante immagine che riempie di sé, del suo dinamismo compositivo e cromatico, lo spazio circostante, fino a raggiungere con l'energia del rosso, del nero e del giallo, distanze lontane. La forma imponente, accesa dai colori, richiama lo sguardo, stimola l'immaginazione, rianima i simboli, carica di suggestioni naturali e metafisiche, dà corpo all'idea del fuoco che alimenta l'esistenza e sostiene la fatica dell'uomo e della sua creatività, espressa nelle botteghe di Santo Stefano.
Sulla faccia posteriore, decorata da gialli e verdi, Vincenzo Consolo, celebra la memoria dei figli di Santo Stefano, martiri per la pace.
Di ampio respiro è la decorazione parietale costituente la quinta della scena. Un fondale luminoso, formato da piastrelle di ceramica, che rappresenta l’epifania di un volto di donna, foriera di pace. Lei è icona di luce e speranza. In lei si sintetizza il sentimento dell’esistenza, di una giovinezza che rinasce e che non si stanca di sognare e vedere la bellezza. Al di sotto dell’immagine, attraversa orizzontalmente lo spazio un mazzo di fiori.
Tutto lo slargo, adorno di chiarità rosacea, propria della pietra di San Marco D’Alunzio, è percorso da una scalinata di circa quaranta gradini, le cui alzate sono abbellite da strisce di ceramica, con il tema dello zodiaco e che rappresenta il divenire delle stagioni.